Un anno di MG4: nessuna paura dell’elettrico, con la consapevolezza di aver migliorato la propria mobilità

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venerdì 21 Febbraio 2025 - h. 16:30

La MG4 nel piazzale di casa, il giorno dopo il ritiro

Il 19 febbraio 2025 ho “festeggiato” il primo anno con la MG4 Tigrotta e, conseguentemente, il primo anno completamente in elettrico, dopo che, nel settembre 2020, avevo finalmente acquistato la mia prima BEV, la Mitsubishi i-MiEV, che ha compiuto 13 anni lo scorso 29 novembre 2024, auto che continuo ad utilizzare quotidianamente per tutti i giri urbani, mentre la MG4 viene destinata prevalentemente per i percorsi medio-lunghi o quelli che definisco prog-less, vale a dire che non necessitano particolare programmazione.
Devo ammettere che la MG4, nonostante una lunghezza di oltre quattro metri (4.287 millimetri), è perfettamente a suo agio anche nel traffico urbano, ma oggettivamente, nelle piccole stradine del centro di Aosta la MiEV, forse l’auto più stretta del mondo (1.475 millimetri di larghezza), resta impareggiabile.

In un anno ho percorso con la MG4 11.001 chilometri, non mi sono mai fatto problemi ad usarla, a differenza di quando avevo ancora l’auto termica, ed ho ricordato le valutazioni, in concessionaria, in fase di acquisto, sull’eventualità di sfruttare un’offerta, in quel periodo, con piccole rate (e quindi con la rata finale dopo tre anni) ma con il limite dei 10mila chilometri annuali, rapidamente scartata sia per gli interessi complessivi superiori a quelli di un finanziamento classico, sia per il fatto che mi ero reso conto che difficilmente con un’auto del genere avrei rispettato quel limite che, se superato, sarebbe costato non poco.

La MG4 Tigrotta insieme ad una gemella identica nel centro di Aosta, anche lei Standard, Andes Grey e valdostana

La MG4 Tigrotta insieme ad una gemella identica nel centro di Aosta, anche lei Standard, Andes Grey e valdostana

Prima di tutto devo ammettere che c’era qualche preoccupazione, dopo aver chiuso la serranda del garage il 19 febbraio 2024 e lasciato la gloriosa Peugeot 206 SW al figlio trentenne, ma in poco tempo questo timore si è sciolto come neve al sole. Ammetto di avere la fortuna di vivere nel territorio della Valle d’Aosta, che al momento offre oltre 500 colonnine di ricarica, e più in generale nel Nord ovest d’Italia, dove non mancano le occasioni per fare energia ed anzi, stanno aumentando giorno dopo giorno, creando una concorrenza che sta facendo abbassare i prezzi, seppur nella maggioranza dei casi carico entrambe le auto a casa, con un aumento della bolletta della corrente elettrica che si è stabilizzato intorno ai 15/20 euro al bimestre.

Chiaramente i primi test sono stati i viaggi a Torino o a Biella, sapendo della presenza di colonnine specifiche, sia per cercare di capire i consumi autostradali (e quando possibile utilizzare le strade normali), sia per conoscere bene l’uso degli Adas e della guida assistita che, in diverse occasioni, hanno permesso di superare una stanchezza fisica importante, consentendo viaggi in sicurezza e in relax. A differenza di quanto ho letto in giro, non ho percepito con fastidio il sistema di mantenimento di carreggiata, per quanto venga spesso rimproverato dall’auto per non mettere la freccia quando cambio corsia e quindi ricevendo un feedback resistente, ma devo ammettere che, dopo aver capito le reazioni, non ho fatto fatica ad adattarmi, per quanto la maggioranza degli automobilisti consideri l’uso delle frecce un optional.

Il sottoscritto alla guida della MG4 Tigrotta

Il sottoscritto alla guida della MG4 Tigrotta

La guida può essere divertente, sportiva o rilassata, a seconda delle necessità, mi è capitato di dover salire in alta Valle con una certa fretta e nonostante il freddo e la neve l’auto ha sempre risposto con grande precisione (a settembre ho fatto montare delle gomme invernali, le Kleber Kristalp HP3) così come quando siamo andati in Francia, a Sallanches, a comprare biscotti e fumetti che in Italia non esistono, scoprendo, con un certo sconcerto, i prezzi delle ricariche pubbliche, che non arrivano a 40 centesimi al kWh.

Avendo scelto di acquistare una Standard 51 kWh (avevo ragionato a lungo sull’eventualità di una Comfort 64 kWh, ma la differenza di prezzo, oltre quattromila euro, mi sembrava eccessiva, visto che comunque quello che mi interessava veramente, come la retrocamera e la chiusura automatica degli specchietti non era comunque disponibile, ed infatti poi hanno creato la Luxury 49 kWh), posso confermare la percorrenza di 350 chilometri con un pieno, per quanto non sia mai sceso sotto il 4% nell’uso normale, valore che cala intorno ai 280 chilometri durante l’inverno. Da alcune valutazioni spannometriche, durante l’estate riesco a consumare intorno ai 17 kWh per cento chilometri, che diventano al massimo 23 kWh d’inverno.

La MG4 Tigrotta in carica notturna con Electrip, a Pollein

La MG4 Tigrotta in carica notturna con Electrip, a Pollein

In realtà questo problema, nel mio caso, non è particolarmente significativo, avendo azzeccato il taglio per l’uso che faccio dell’auto: se fino alle vacanze estive cercavo di organizzare i viaggi con ABRP (del quale ho sottoscritto l’abbonamento per vederlo con Apple carplay), ho poi proprio smesso di utilizzarla per programmare i viaggi, tornando a Google maps per cercare colonnine nei dintorni, senza troppi patemi.
Ricordo di essermi trovato a Torino con la batteria al 15% in una giornata in cui la città era mezza chiusa per una manifestazione sportiva e tante colonnine erano inagibili (fatto non segnalato nelle app), ma senza troppi problemi sono andato al Suc di Settimo torinese per caricare quello che serviva, imparando che, quando è possibile, è sempre opportuno cercare di arrivare all’80%, mentre mi sono reso conto che, a parte le romantiche ma carissime colonnine di EnelX presenti nel parcheggio sotterraneo di piazza Vittorio, ho smesso di utilizzare gli operatori che erano quelli abituali quando ho iniziato a guidare elettrico, che sono ormai fuori mercato. Recentemente ho riscoperto Duferco, che in Valle d’Aosta mi fa caricare quasi dappertutto a 50 centesimi, ma se sono di corsa, a seconda degli orari, carico da Electrip o da Tesla a Pollein. Altrimenti a casa, col carichino, dove in poco meno di una giornata riesco a caricare l’auto fin oltre l’80%, al costo di 22 centesimi al kWh.
In ogni caso non ho mai rinunciato né ad un viaggio né ad un impegno professionale a causa delle presunte limitazioni dell’auto, sono sempre arrivato dove dovevo, anche se spesso le simulazioni sono molto più pessimiste della realtà e le pause di ricarica durante i viaggi lunghi, sono state spesso interrotte, dopo al massimo mezz’oretta, dalla… fine della ricarica, che mi richiamava per liberare la colonnina.

La MG4 Tigrotta in carica con FreetoX, sulla A26, nell'area di servizio Monferrato Ovest

La MG4 Tigrotta in carica con FreetoX, sulla A26, nell’area di servizio Monferrato Ovest

Quindi Torino, Biella, Malpensa tra i percorsi più frequenti, per arrivare fino a Rimini per una rapida vacanza estiva, dove le pause ricarica (e cibo) sono state solo tre, di cui una “sperimentale” per provare FreeToX.
Inoltre, per quanto ritenga la MG4 un’auto molto ben riuscita dal punto di vista del design, devo ammettere che non sto a guardarla mentre carica, ho una vita professionale a familiare piuttosto intensa, giro per la città di Aosta e nella Plaine con la MiEV e quindi la MG4 sta tranquillamente in garage o nel posto auto dove si ricarica con calma e ad un prezzo ancora piuttosto conveniente.

Dal punto di vista della manutenzione, non c’è un granché, ho fatto cambiare, su segnalazione di mia figlia, il pannello di plastica dietro il finestrino posteriore destro, che si stava “sfogliando”, intervento svolto in garanzia il 7 gennaio 2025 quando ho anche anticipato il tagliando, pagato 95 euro, dove mi è stato sostituito il filtro aria dell’abitacolo ed è stato aggiornato il software dell’infotainment, passato da R21 a R38.
In questo aggiornamento ho apprezzato tantissimo la segnalazione della distanza posteriore, avendo un garage un po’ giusto, oltre a piccoli aggiustamenti nella gestione del clima, che non si attiva più in automatico e segna temperature reali, ma ho notato un bug che mi riporta l’interfaccia ai colori chiari, che trovo un po’ troppo sparati, preferendo la modalità scura, che si mantiene impostando la lingua in inglese, soluzione decisamente curiosa, ma assolutamente sopportabile.

L'avviso di prossimità dell'ostacolo posteriore, tra le novità dell'aggiornamento software

L’avviso di prossimità dell’ostacolo posteriore, tra le novità dell’aggiornamento software

Essendo «fanatico» (mi hanno definito così alcuni meccanici dell’officina della concessionaria dove ho acquistato la MG4) ma anche per preservare la stessa auto, nell’anno ho installato qualche (ehm… ben 17) optional aftermarket, cercando però di non cadere nel tamarrismo.
Subito ho montato dei coprisedili, quelli universali di Norauto, con le cerniere che, lasciate semi-aperte, permettono di utilizzare senza problemi gli attacchi delle cinture posteriori. Nel bagagliaio ho poggiato, tagliandola a mano, una gomma di protezione, così come ho sostituito i tappetini originali con quelli profilati in gomma. In uno dei sedili ho installato un portaoggetti per i passeggeri posteriori, mentre in tutti e due quelli anteriori ho messo anche i coprisedili protettivi del Lidl. Per ovviare alla mancanza di una luce specifica posteriore ho acquistato una piccola luce led usb, che si usa alla bisogna, utilizzando l’attacco che c’è sul retro.

Ho installato le protezioni ai bordi delle portiere, di colore nero, così come quelle in gomma nelle tasche e nei portaoggetti interni: di queste solo quella dedicata all’appoggio dello smartphone, a causa del caldo, si è deformata, ma il suo scopo, che è quello di proteggere quella originale e di tenere comunque fermo il dispositivo, resta efficiente.
Ho incollato anche delle pellicole di protezione sui due display, che limitano un po’ le ditate, e su quello centrale ho messo un portaoggetti utile per il telepass ed il permesso aostano per le zone blu, così da non doverli incollare sul vetro. Il cruscotto è protetto da un telo che ricorda l’alcantara (richiamando i coprisedili dell’auto) che evita così il deposito di polvere e limita l’esposizione ai raggi UV.
Sullo specchietto conducente ho montato quello che permette di vedere l’angolo cieco, utilissimo, se non fondamentale, mentre sull’aletta parasole del passeggero ho installato uno specchio di cortesia che si illumina, per permettere alle mie donne di potersi guardare con tranquillità, in attesa che dall’assistenza riescano a trovare due alette con lo specchio ad un prezzo adeguato.
Visto che il tappo delle prese di ricarica era solo per la parte bassa della CCS2, ho acquisto un tappo in gomma della “Tsl 3” che copre invece tutto: non è stato difficile sfilare quello originale per sostituirlo con il nuovo che protegge così entrambe le due prese.

La MG4 Tigrotta in carica serale a Torino, nel parcheggio di Eataly/GreenPea

La MG4 Tigrotta in carica serale a Torino, nel parcheggio di Eataly/GreenPea

Da diversi anni, visto il continuo peggioramento del rispetto delle regole del codice della strada, ho preso l’abitudine di montare una dashcam sull’auto e visto che il modello era sprovvisto anche di quella posteriore, non disponibile neppure come optional (senza voler toccare il sistema interno per evitare di invalidare la garanzia), ho scelto di acquistare una di quelle su specchietto, con tanto di telecamera posteriore. Il montaggio è stato complesso, l’ho fatto eseguire da un professionista, ma non ha funzionato subito, dato che il cavo di collegamento era difettoso ed ho dovuto aspettare l’invio di uno nuovo.
Per quanto l’aspetto dello specchietto sia ancora un po’ posticcio (quando sarà possibile lo farò sostituire con uno più piccolo), ho rimediato in questo all’assenza della telecamera posteriore, installata all’interno (ora anche la Standard 49 kWh ce l’ha) e lo specchietto nuovo che fa anche da monitor è assolutamente migliore rispetto a quello in dotazione.

Ho anche montato un coprivolante su misura, dopo aver messo, in un primo tempo, uno di quelli che si cuciono, ma essendo piuttosto negato con ago e filo il risultato finale non mi soddisfaceva ed ho aspettato che fosse disponibile uno adeguato al volante tagliato sotto della MG4.
Sulle soglie di ingresso ho messo degli adesivi specifici, così da evitare eventuali graffiature ed ho protetto anche la chiusura del portaoggetti centrale con una copertura su misura oltre ad incollare un cuscinetto per appoggiare il ginocchio sul lato sinistro della consolle, più comodo rispetto alla plastica originale, visto che non riesco ad assumere alla guida una postura che non mi faccia appoggiare la gamba.

La MG4 Tigrotta in carica con Tesla, a Rimini

La MG4 Tigrotta in carica con Tesla, a Rimini

Poi, pur perdendo l’ermeticità, sono riuscito a trovare i deflettori non adesivi, quelli che si infilano dentro ai finestrini, molto utili per tenerli aperti senza far entrare la pioggia o lasciare l’auto con quel filo di aria necessario per evitare la stagnazione degli odori. Incollati con un piccolo pezzo di biadesivo e tenuti su con dei fermi (ne ho messi ben quattro per ciascuno, al luogo dei due originari), oltre i 120 chilometri orari creano qualche turbolenza, che si percepisce di più a causa dell’estrema silenziosità dell’auto, ma questo non rappresenta un grosso problema.
Quando sarà possibile mi piacerebbe mettere le protezioni interne sulla parte bassa delle portiere, spesso prese involontariamente a calci dai passeggeri, così come vorrei proteggere le maniglie dai graffi che, per forza di cose, prima o poi capiteranno. Inoltre, nella zona del posteriore e sulle plastiche dietro ai finestrini posteriori, nonché sulla parte bassa del paraurti anteriore, vorrei far incollare un wrapping anche invisibile, così da proteggere quelle zone che mi sembrano un po’ delicate. Se poi troverò il modo di mettere gli altoparlanti anche all’interno delle portiere posteriori potrò dirmi quasi completamente soddisfatto, visto che proprio non sarà possibile trovare un modo di far chiudere automaticamente gli specchietti [ma non potevi prenderti una Luxury? No, la differenza di costo non valeva la spesa e comunque non c’era da 51 kWh].
Ovviamente sulla MiEV ho di default gli specchietti che si chiudono automaticamente (optional abbastanza inutile, vista la minima larghezza dell’auto), così come le alette parasole hanno il doppio specchietto…

Una MG4 dietro la MGB del 1964, restaurata nella trasmissione 'Vintage Garage'

Una MG4 dietro la MGB del 1964, restaurata nella trasmissione ‘Vintage Garage’

Dopo un anno la ricomprerei?
Subito, anche se spenderei molto di più: la diretta concorrente, la Hyundai Kona usata che avevo adocchiato è ancora in attesa di proprietario e non è scesa di prezzo, e pur essendoci ormai tanto nuovi e diversi modelli, alcuni veramente interessanti e simpatici, non ce ne ho trovato di equivalenti per prezzo, allestimento e qualità.
Spiace solo notare che la MG4 sia stata fagocitata, almeno in Italia, dalla MG3+ hybrid, che è più piccola e full hybrid, con un’esperienza di guida è abbastanza simile ad un prezzo più basso, notando che chi ha qualche timore a cambiare le proprie abitudini automobilistiche si orienta sul modello più piccolo.

In ogni caso, mi ha fatto molto piacere, proprio nel giorno del primo anniversario del ritiro della MG4 Tigrotta, notare una sorellina in televisione, su “Motor Trend”, alla fine della puntata in cui veniva ristrutturata una MGB del 1964 acquisita dalla stessa MG per il lancio della Cyberster, l’elegantissima spider elettrica che ho visto anche ad Aosta.
Per un’auto che non ha mai avuto una campagna pubblicitaria dedicata, spesso trascurata dal marketing a favore degli altri modelli, ma che ha comunque convinto diverse migliaia di automobilisti, restando per tutto il 2024 tra le dieci auto elettriche più vendute in Europa.

Angelo G. Musumarra

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