Scontro in Consiglio Valle sul raggiungimento del 50% della mobilità sostenibile nel 2030

giovedì 7 Novembre 2024 - h. 15:00

La consigliera Chiara Minelli in Consiglio Valle

Si è tornato a parlare di mobilità sostenibile in Consiglio Valle, nella seduta di giovedì 7 novembre, dopo la presentazione di un’interpellanza di Chiara Minelli, consigliera regionale del gruppo Progetto Civico Progressista, che ha chiesto al Governo quali siano gli intendimenti per il raggiungimento dell’obiettivo del 50% di mobilità sostenibile entro il 2030.

Chiara Minelli, già assessora regionale all’ambiente, aveva ricordato la legge regionale 16/2019, recentemente aggiornata e rifinanziata dallo stesso Consiglio Valle, che all’articolo 1 individua degli specifici obiettivi da perseguire in tema di mobilità sostenibile, definita come “mobilità pedonale, mobilità con mezzi pubblici, mobilità condivisa, mobilità con veicoli a bassa emissione e mobilità ciclistica”, vale a dire di raggiungere, entro il 2025, una quota del 35% degli spostamenti sistematici misurabili, che deve salire al 50% nel 2030, al 75% nel 2035 ed al 95% nel 2040.
Sempre nell’articolo 1, al comma 4, si evidenzia che “la Giunta regionale con propria deliberazione, previo parere delle commissioni consiliari competenti, definisce i criteri e le modalità di misurazione degli obiettivi” ma, secondo la consigliera, a quattro anni di distanza dalla approvazione della legge, questa deliberazione non è stata ancora approvata.

La consigliera regionale del PCP, ha quindi ricordato che, lo scorso 6 giugno, durante la predisposizione del Piano regionale dei trasporti, erano stati raccolti dei dati, nel corso del 2022, avevano indotto a stimare al 26% la percentuale di sostenibilità della mobilità sistematica, definendo il dato “ancora lontano” dall’obiettivo di almeno il 35% di mobilità sostenibile al 2025, sottolineando che “arrivare a tale percentuale l’anno prossimo è indispensabile per poi raggiungere l’obiettivo ben più ambizioso del 50% al 2030” e chiedendo quindi quando “il Governo regionale si intende approvare la deliberazione di Giunta prevista dal comma 4 dell’articolo 1 della legge regionale n. 16/2019” e “come si intende operare nei prossimi anni per raggiungere l’obiettivo del 50% entro il 2030, come previsto dalla legge”.

«Modificheremo la legge con strumenti di misurazione scientifici» ha risposto Luigi Bertschy

L'assessore regionale ai trasporti Luigi Bertschy in Consiglio Valle insieme al presidente della Regione, Renzo Testolin

L’assessore regionale ai trasporti Luigi Bertschy in Consiglio Valle insieme al presidente della Regione, Renzo Testolin

«Questa interpellanza è già stata oggetto di discussione in questo Consiglio, ci sono temi che si ripetono – ha risposto l’assessore regionale Luigi Bertschynoi abbiamo già detto come la pensiamo su questa legge, che ha posto degli obiettivi estremamente sfidanti da raggiungere e non pare sia possibile risalire a quali analisi o dati scientifici statistici siano stati utilizzati per fissare questi target e definire gli “spostamenti sistematici misurabili”, perché ovviamente per stabilire un traguardo bisogna conoscere il punto di partenza, altrimenti non si ha nessun riferimento. Inoltre, anche la definizione di “misurabile” non è univoca, basti solo pensare al fatto che all’epoca si utilizzavano apparati posizionati a bordo strada, dotati di cavi pneumatici che non erano in grado di distinguere il tipo di mezzo in transito tir, autobus, autovettura o moto, ma solo di contare gli assi, mentre oggi sono disponibili strumenti molto più sofisticati, come ad esempio “big data” telefonici che consentono di rilevare lo spostamento di ogni singola persona dotata di cellulare e di differenziare anche il tipo di spostamento effettuato a piedi, in bicicletta, con un mezzo privato o con un mezzo pubblico».

«Questa criticità è confermata proprio dal comma 4 dell’articolo 1, dove la la Giunta regionale definisce dei criteri ma la modalità di misurazione degli obiettivi – ha continuato l’assessore regionale ai trasporti – ma pare evidente la mancanza di un riferimento certo, di un “anno zero” dal quale partire per costruire un percorso per raggiungere gli obiettivi ragionevoli. Un percorso più rigoroso è corretto è stato invece effettuato nella redazione del “Piano energetico ambientale regionale” e della bozza di “Piano regionale dei trasporti” dove è stata analizzata la situazione attuale, vale a dire i consumi energetici e la mobilità dell’anno più recente a disposizione e da quei valori sono stati posti degli obiettivi, questa volta realistici, stabilendo anche le strategie per raggiungerli. Questo pare un percorso più rigoroso e corretto, basato su dati concreti, quindi sarebbe preferibile utilizzare i valori contenuti nei due Piani piuttosto che quelli fissati nel 2019 in maniera non propriamente scientifica e peraltro risalenti a prima dei recenti eventi che hanno profondamente modificato le abitudini e gli stili di vita delle persone, quali la pandemia, i conflitti in corso e la crisi energetica. Di conseguenza sarebbe opportuno aggiornare i valori previsti dalla norma attraverso una sua modifica, allineandoli a quelli più affidabili e recenti ai due Piani ed è quello che faremo nella prossima primavera, andando a aggiornare la legge 16/2019».

«La citata legge regionale già definisce le principali linee di azioni per migliorare la mobilità e renderla meno impattante sulla vita di residenti e turisti – ha ricordato Luigi Bertschy – ciò deve avvenire attraverso il relativo strumento di pianificazione, il Piano regionale del traffico, ora in fase di valutazione ambientale strategica, ed ovviamente si tratta di un documento più aggiornato rispetto alla legge, che tiene conto degli importanti accadimenti di questi ultimi anni e della situazione attuale. In esso sono contenute alcune linee di azione innovative rispetto alla legge del 2019 e se queste proposte saranno condivise ed approvate da questo Consiglio porteranno un aggiornamento della legge di allora in base ai nuovi indirizzi di oggi. Solo dopo la graduale applicazione del Piano attraverso l’attuazione delle strategie sarà possibile avviare una periodica misurazione di determinati indicatori e valutare concretamente ricadute sugli spostamenti di persone e merci. A titolo di esempio pare opportuno citare l’introduzione dell’ abbonamento “Special 20” che al costo di 20 euro rende possibile utilizzare per un mese l’intera rete di autobus regionale, senza limitazioni di costi e di linee. Se nel 2023 c’erano circa tremila abbonati al mese, oggi, a settembre 2024, abbiamo venduto oltre cinquemila “Special 20”. Ovviamente sono queste le politiche che vanno nella direzione di migliorare gli obiettivi generali della legge, come il sostegno alla sostituzione dell’auto con auto elettrica, o la promozione sul trasporto pubblico relativo al trasporto sostitutivo, e come altre politiche che abbiamo messo in campo e ribadisco che cercheremo di aggiornarla a dei valori che siano misurabili e di mettere in pratica, anno per anno, azioni di misurazione, tipo quella dei “big data”, che ci consentano di capire se effettivamente stiamo arrivando ai risultati che ci siamo proposti di raggiungere».

«La Regione è inadempiente e schizofrenica» ha ribattuto Chiara Minelli

«La Regione è comunque inadempiente, perché da quella delibera sono passati cinque anni e comunque non c’è – ha replicato Chiara Minelli – posso capire che sia difficile farla, ma non c’è stato mai un tentativo, non se ne è parlato, si poteva discutere di questa cosa e non è stato fatto. Secondo me non c’è una volontà di andare in quel senso e lo dimostra in particolare la schizofrenia con cui qui si approvano dei documenti e poi si fanno scelte diverse. Lei ha sottolineato tutto quello che con questa legge si è messo in campo ma poi troviamo un Defr, ma soprattutto una bozza di Piano regionale dei trasporti che anche se dobbiamo andare in una situazione di sostenibilità e visto che abbiamo l’obiettivo di essere una regione “Fossil fuel free” nel 2040, che cosa facciamo? Pensiamo di chiudere la linea ferroviaria Aosta – Pré-Saint-Didier, di fare dei collegamenti stradali intervallivi fra un po’ ad ogni colle e ad ogni passo e raddoppiamo il tunnel del Monte Bianco. Questi sono solo degli esempi, ma ce ne sono molti altri, tutto questo quando in regioni molto più a nord di noi, per esempio in Norvegia, dove notoriamente forse fa un po’ più freddo che da noi, il 2025 sarà l’anno in cui questo Paese sarà il primo al mondo a vendere soltanto auto elettriche».

«Mi sembra proprio di capire che al di là del fatto che nella primavera del 2025 la legge 16 verrà aggiornata – ha concluso Chiara Minelli – ed anche noi abbiamo detto più volte che ci sono delle cose in quella legge che vanno riaggiornate, ma forse non le intendiamo proprio nello stesso identico modo, però quella delibera non c’è e non ci si è lavorato e noto che ogni qualvolta c’è da giustificare qualche mancanza si tirano in ballo la pandemia, la guerra e le difficoltà energetiche che ci sono. La pandemia ha cambiato il sistema dei trasporti e le abitudini delle persone, ha cambiato tutto tranne che dare delle indicazioni diverse per quello che riguarda la politica sanitaria. La pandemia vale per tutto tranne per le cose per cui forse ha davvero cambiato la situazione delle persone».


fonte: Consiglio regionale della Valle d’Aosta

Redazione evda.it

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