Per due giorni, da giovedì 13 a venerdì 14 marzo 2025, le colonnine di piazza della Repubblica, ad Aosta, sono state bloccate dai lavori di potatura degli alberi.
Se da una parte è normale, anzi doveroso, chiudere al traffico di veicoli e pedoni durante questo tipo di lavori, non si capisce la logica con la quale si sia deciso di occupare a lungo ed inutilmente i quattro stalli dedicati alla ricarica alle porte del centro storico del capoluogo regionale, sempre molto utilizzati, sia da turisti e residenti, vista la presenza di una doppia colonnina HCP e di una doppia quick da 22 kW, entrambe di Duferco.
È assurdo, data la presenza di una grande piazza appena dietro alla zona dei lavori di potatura, nonché di diverse aree di sosta limitrofe, che sia stato scelto come zona di “appoggio” dei mezzi e poi di stoccaggio dei rami tagliati proprio quella riservati agli stalli per la ricarica dei veicoli elettrici, le cui colonnine, dal mattino del 13 marzo fino a mezzogiorno del 14 erano attive ma impossibili da utilizzare, anche con l’apposizione di segnaletica stradale sbagliata, con cartelli di limitazione di velocità utilizzati come base per l’avviso di lavori in corso, improbabili divieti di transito e transenne tenute insieme con il nastro bianco-rosso.

Due BEV non possono accedere alle colonnine di piazza della Repubblica ad Aosta perché occupate da un mezzo termico a supporto delle operazioni di potatura
Fa anche riflettere il fatto che, nel 2025, le operazioni di manutenzione ambientale vengano effettuate con attrezzature con motore termico, visto anche che l’Amministrazione comunale ha stanziato, per il 2025, ben 587mila euro per l’affidamento del servizio di manutenzione del verde pubblico.
Se è tollerabile l’uso delle cosiddette piattaforme autocarrate su veicoli obsoleti in quanto un adeguamento tecnologico potrebbe richiedere ingenti risorse economiche, è ormai fuori tempo massimo vedere l’uso di attrezzature con motore termico, che rendono, per loro natura l’aria ancora più irrespirabile, viste anche le code di mezzi che si creano a causa delle provvisorie limitazioni del traffico, in una zona vicinissima alla ztl del centro storico e di fronte un residenza sanitaria per anziani.
Dopotutto, l’offerta di attrezzature elettriche per la manutenzione del verde è ormai ampia e diversificata, i prezzi sono sovrapponibili, ed in certi casi anche più economici, rispetto alle analoghe attrezzature termiche, a fronte di una manutenzione minima e di una tecnologia superiore. Nel giardinaggio, insomma, si è già arrivati al superamento tecnologico ed economico dell’elettrico rispetto al termico: fortunatamente una certa politica non si occupa di rastrelli e tagliaerba, a differenza di quanto succede in Italia.

La piazzetta dietro le colonnine di ricarica in piazza della Repubblica ad Aosta, totalmente vuota
Ma evidentemente, non ci si può aspettare un’attenzione maggiore da parte di chi non è in grado di comprendere il disagio che provoca occupando oltre il tempo strettamente necessario un’intera stazione di ricarica, probabilmente in maniera abusiva, visto che l’occupazione del suolo pubblico era concessa per le sole operazioni di taglio, che hanno anche costretto alla chiusura la rivendita di giornali della piazza, impossibile da raggiungere.
Sicuramente chi avrà avuto la necessità di ricaricare la propria auto, in questi due giorni lo avrà fatto altrove, fortunatamente ad Aosta e dintorni non mancano le colonnine, ma non si capisce perché creare questo disagio: dopotutto durante la potatura degli alberi in altre zone i rami tagliati non sono stati depositati né sui marciapiedi, e neppure nei piazzali dei distributori di carburante.
Siamo evidentemente di fronte all’ennesimo caso di ignoranza diffusa, di chi confonde lo stallo per la ricarica con un parcheggio facile, incurante dei problemi causati dalla propria condotta egoista.