Il report 2025 di Motus‑E con GSE e RSE fotografa 73 mila punti di ricarica pubblici, una densità superiore a Francia e Germania ma criticità su costi, autostrade e Mezzogiorno. Box dedicato alla situazione in Valle d’Aosta.
L’Italia ha una rete di ricarica sempre più fitta e veloce, in linea (e in certi casi avanti) rispetto ai grandi Paesi europei, ma con nodi ancora aperti su autostrade, tempi di attivazione e Mezzogiorno.
La fotografia nazionale
A fine 2025 in Italia ci sono 73.047 punti di ricarica a uso pubblico, presso 38.854 stazioni e 24.187 location, con 8.656 nuovi punti posati nel solo 2025.
I punti attivi sono 62.145: circa il 15% delle colonnine è installato ma non ancora utilizzabile, in attesa di connessione alla rete.
Il 59% dei punti è al Nord, il 19% al Centro e il 22% al Sud; cresce soprattutto la ricarica veloce e ultraveloce: nel 2025 il 62% dei nuovi punti è DC, contro il 47% dell’anno precedente.
In autostrada i punti sono 1.374 (62% sopra i 150 kW), che diventano 4.170 includendo le colonnine entro 3 chilometri dai caselli, ma i ritardi nei bandi dei concessionari rallentano il pieno rispetto dei target europei AFIR.
Colonnine e auto: Italia meglio di Francia e Germania
Per ogni sei auto elettriche circolanti c’è un punto di ricarica pubblico: un rapporto migliore di Francia (uno ogni 8,3), Germania (uno ogni 10,7) e Regno Unito (uno ogni 16,6), anche considerando solo le colonnine veloci in corrente continua.
Rispetto alla lunghezza della rete stradale, l’Italia registra in media un punto di ricarica ogni quattro chilometri, come Germania e Regno Unito e davanti alla Francia (uno ogni sei chilometri).
L’analisi spaziale GSE‑RSE indica che nel 95,6% del territorio nazionale esiste almeno una colonnina entro dieci chilometri e nel 71,4% entro cinque chilometri, valori in forte crescita rispetto a due anni fa (86% e 67,1%).

Le nuove colonnine di ‘Ewiva’ a Morgex, vicino il casello autostradale
Le ombre: costi alti, burocrazia, Sud in affanno
Per Motus‑E, gli operatori si muovono in un contesto “a dir poco sfidante”: costi di approvvigionamento dell’energia più alti che altrove in Europa, procedure autorizzative lente, difficoltà di connessione alla rete e copertura autostradale ancora incompleta.
Il 15% delle infrastrutture installate ma non attive segnala proprio i colli di bottiglia legati a permessi e allacci; la quota è in calo rispetto al 18% del 2023, ma resta significativa.
Il Mezzogiorno è l’area più fragile: la scarsa penetrazione delle auto elettriche rende difficile far tornare gli investimenti per nuove colonnine, anche se l’interesse degli utenti per la mobilità elettrica è in aumento.
Le cinque priorità di Motus‑E
Motus‑E condensa le richieste al decisore pubblico nel manifesto “Ricaricare l’Italia”, che individua cinque azioni strategiche:
- ridurre i costi dell’energia per gli operatori della ricarica, allineandoli agli altri grandi Paesi UE, così da offrire prezzi più competitivi agli utenti;
- semplificare norme e regolazione per accelerare le connessioni e dare piena attuazione alle direttive europee sulla decarbonizzazione dei trasporti (in particolare RED III);
- completare la copertura delle autostrade, garantendo ricarica ad alta potenza lungo tutte le principali direttrici passeggeri e merci;
- allungare la durata delle concessioni di suolo (fino a vent’anni), in modo da rendere sostenibili gli investimenti nel lungo periodo;
- rafforzare governance e pianificazione centralizzate, con strumenti unici di monitoraggio e programmazione condivisi da istituzioni, operatori e altri stakeholder.
Valle d’Aosta: quante colonnine oggi
Nel 2025 la Valle d’Aosta conta 665 punti di ricarica installati, di cui 551 attivi in AC e 170 installati in DC, con 156 già attivi.
Per una regione di piccole dimensioni si tratta di una dotazione significativa, che la posiziona in coda alla classifica per numeri assoluti ma con una densità interessante in rapporto alla popolazione e alla rete stradale alpina.
La sfida per i prossimi anni sarà integrare questa rete con le direttrici autostradali e con l’offerta turistica, per rendere più semplice viaggiare in elettrico verso e dentro la regione.

L’infografica di Motus-e sulle infrastrutture di ricarica in Italia
Fonte: Motus-e








