In Consiglio comunale ad Aosta è stata respinta la proposta di Katya Foletto per vietare le campagne su fonti fossili su affissioni, pensiline e mezzi del Comune. La Giunta riconosce la sfida della decarbonizzazione ma teme divieti generalizzati e contenziosi, puntando su misure concrete come flotte comunali full electric e sosta gratuita solo per le auto a batteria.
In Consiglio comunale ad Aosta è stata discussa, nella mattinata di mercoledì 18 marzo 2026, e poi non approvata la mozione che chiedeva di vietare la pubblicità dei prodotti legati alle fonti fossili sugli spazi e sui beni comunali, proposta dalla consigliera Katya Foletto (Alleanza Verdi Sinistra – Reti civiche VdA).
Cosa chiedeva la mozione
La mozione chiedeva di introdurre, nel regolamento sul canone per l’esposizione pubblicitaria, restrizioni e divieti per campagne legate a combustibili fossili, veicoli a combustione interna e voli aerei, su spazi e beni di proprietà o competenza del Comune (affissioni, pensiline, mezzi TPL, “navette verdi”).
Foletto ha richiamato il Green deal europeo, l’Agenda 2030 e il precedente del Comune di Firenze, prima città italiana ad approvare un atto simile, citando anche l’esempio di Amsterdam: l’obiettivo è ridurre l’influenza culturale delle industrie del gas, del petrolio e del carbone.
L’impegnativa chiedeva anche di estendere il divieto ai contratti di sponsorizzazione, inserire clausole di esclusione nei bandi per la gestione degli spazi pubblicitari e farsi promotori di criteri analoghi presso la Regione Valle d’Aosta. Katya Foletto ha insistito sul “valore culturale” della comunicazione: come per il tabacco, ha sostenuto, limitare la pubblicità non impedisce l’esistenza dei prodotti, ma contribuisce a orientare i comportamenti, soprattutto delle generazioni più giovani, verso modelli meno dipendenti dalle fonti fossili.

Katya Foletto, consigliera comunale di AVS – Reti Civiche VdA
Le perplessità della Giunta: “transizione sì, ma niente divieti generalizzati”
L’assessore comunale alla mobilità Corrado Cometto ha riconosciuto la centralità della decarbonizzazione, richiamando l’Accordo di Parigi e l’obiettivo 2050, ma ha giudicato «eccessivo» un divieto generalizzato di pubblicità per tutti i prodotti e servizi ancora legati al fossile.
Il punto, ha spiegato, è definire chi è “fossile” in una fase di transizione: molte realtà, anche virtuose, stanno aumentando la quota di rinnovabili ma usano ancora gas o altri combustibili.
Ha portato l’esempio di Telcha: la società che gestisce il teleriscaldamento nella città di Aosta è passata da circa il 40% di energia rinnovabile (pompe di calore sulle acque di scarico della Cogne acciai speciali) al 55% grazie a un investimento di circa 5 milioni di euro, ma il restante 45% è ancora fossile; vietarne la pubblicità, secondo l’assessore, penalizzerebbe chi sta investendo per decarbonizzare.
Corrado Cometto ha citato anche la Ferrari, che sta realizzando stabilimenti alimentati da fonti rinnovabili e lavorano su modelli elettrici, pur avendo in gamma ancora motori termici. L’assessore ha preferito rivendicare “scelte concrete” già adottate dal Comune sul fronte mobilità: stop agli acquisti di auto e furgoni alimentati a diesel e benzina per l’Amministrazione (solo auto elettriche per il rinnovo del parco) e sosta gratuita nei parcheggi blu riservata alle sole auto elettriche, escludendo le ibride per spingere verso soluzioni a emissioni zero.
Ha anche segnalato criticità pratiche:
- la difficoltà di definire normativamente cosa rientra nel fossile in filiere miste;
- il rischio di contenziosi con aziende escluse dagli spazi pubblicitari;
- la presenza di settori, come il trasporto aereo, per cui non esistono ancora alternative scalabili ai carburanti fossili, se non biocarburanti che pongono altri problemi (uso dei suoli agricoli).
La posizione di Foletto: «serve una scelta netta e un segnale politico»
Nella replica, Katya Foletto ha riconosciuto la complessità della fase di transizione ma ha difeso l’idea di una «linea di indirizzo chiara» sulla decarbonizzazione anche nella comunicazione istituzionale. Ha richiamato l’esempio del divieto di pubblicità del tabacco, ricordando che le multinazionali non sono scomparse ma che il messaggio pubblico è stato allineato alla tutela della salute.
Per Foletto, il Comune dovrebbe almeno dichiarare un orientamento esplicito nella scelta dei fornitori e delle sponsorizzazioni, premiando chi si muove più rapidamente verso l’uscita dai fossili e limitando la visibilità a chi insiste su modelli energetici tradizionali.
A margine, la consigliera ha riportato anche un tema “di pratica EV”: i parcheggi destinati alla ricarica delle auto elettriche vengono spesso occupati da veicoli termici perché la sosta è gratuita per chi ricarica, con il risultato di bloccare gli stalli. Ha invitato il Comune a lavorare su maggiore controllo e cultura del rispetto degli spazi di ricarica, oltre che su un’eventuale estensione dei punti disponibili.

Un’auto termica posteggiata abusivamente nello stallo per la ricarica di auto elettriche, davanti una colonnina HPC
Le obiezioni sulla libertà di mercato e il nodo APS
La consigliera Sylvie Spirli della Lega ha motivato il proprio “no” con argomenti di metodo ed economici: gli spazi pubblicitari gestiti da APS (partecipata al 100% dal Comune) sono già un servizio «in perdita» a causa dello spostamento della comunicazione verso il digitale e imporre nuovi divieti restringerebbe ulteriormente il mercato potenziale.
Spirli ha richiamato il principio di libertà di impresa e di libero mercato: a suo giudizio non è corretto che un Comune impedisca a un’azienda, anche privata, di acquistare spazi pubblicitari a pagamento sul territorio se rispetta le norme vigenti.
Ha colto l’occasione per proporre alla Giunta una revisione più ampia del regolamento sul canone pubblicitario, non sul fronte dei contenuti ma delle tariffe: oggi, secondo rilievi informali, alcune zone molto visibili (come l’asse via Paravera e l’uscita sulla statale 26 in corso Ivrea) pagherebbero canoni inferiori rispetto ad aree come l’ex Puchoz, nonostante siano diventate nel tempo più trafficate.
Esito del voto e prossimi passi possibili
Al termine del dibattito, il Consiglio ha respinto la mozione, su 24 presenti e votanti hanno votato a favore in 3, due contrari con i 19 consiglieri di maggioranza che si sono astenuti.
La proposta di avviare subito il percorso per introdurre divieti e restrizioni alla pubblicità delle fonti fossili negli spazi comunali si ferma dunque qui, almeno per ora. Resta però sul tavolo, emerso trasversalmente nel dibattito, il tema di una revisione del regolamento sugli spazi pubblicitari: da un lato per aggiornare il sistema tariffario alle nuove geografie della comunicazione in città, dall’altro per valutare, magari con strumenti più graduali rispetto al “divieto secco”, come premiare, anche sul fronte della visibilità, le realtà che investono davvero in elettrificazione, rinnovabili e mobilità a basse emissioni.
Fonte: Consiglio comunale di Aosta del 18 marzo 2026









