Il Centro sicurezza Stellantis di Orbassano festeggia 50 anni e oltre 24 mila crash test: quattro piste, centinaia di prove l’anno e nuovi strumenti dedicati anche ai veicoli elettrici e ai loro sistemi di protezione.
Il Centro sicurezza Stellantis di Orbassano festeggia 50 anni di attività ed è diventato uno dei poli di riferimento a livello mondiale per lo sviluppo e la validazione della sicurezza dei veicoli, incluse le auto elettriche.
Che cos’è il Centro Sicurezza di Orbassano
Il Centro è stato inaugurato nel 1976, alle porte di Torino, e oggi occupa 110.000 metri quadrati con oltre 100 dipendenti che lavorano su due turni.
La struttura dispone di quattro piste di prova con quattro punti di impatto, banchi statici e dinamici e sistemi di ripresa ad alta velocità, arrivando a effettuare fino a mille prove l’anno tra crash test fisici e test virtuali.
In 50 anni sono stati superati i 24mila crash test, i cui risultati, combinati con la simulazione digitale, hanno contribuito in modo decisivo all’evoluzione della sicurezza dei veicoli del gruppo.
Come si testa la sicurezza (anche delle EV)
A Orbassano vengono analizzati scenari critici come l’impatto con pedoni, la resistenza del tetto, il comportamento in caso di ribaltamento e il funzionamento dei sistemi di ritenuta (cinture, airbag, sedili, scocca e porte).
Le piste permettono riprese ravvicinate del sottoscocca e fino a cinque telecamere a bordo, così da studiare in dettaglio le deformazioni della struttura e il funzionamento dei dispositivi di sicurezza.
Il Centro è integrato con altri poli Stellantis in Francia, Stati Uniti e Brasile, e certifica i modelli secondo oltre 175 standard tecnologici e di sicurezza, inclusi mercati dove vige l’autocertificazione e serve una competenza ingegneristica molto avanzata.

Un test nel Centro sicurezza Stellantis di Orbassano
Sicurezza e veicoli elettrici
Negli ultimi anni l’impianto è stato aggiornato anche grazie a nuovi investimenti per testare in profondità vetture elettriche a batteria, ibride ed elettrificate, comprese le tecnologie di guida assistita e automatizzata.
Nei crash test sui veicoli elettrici, oltre alla protezione di abitacolo e passeggeri, si verifica il comportamento del pacco batteria ad alta tensione, l’isolamento dei componenti e la prevenzione di cortocircuiti e surriscaldamenti.
In parallelo, a livello internazionale le prove indipendenti (come i protocolli Euro NCAP) mostrano che molti dei modelli più sicuri degli ultimi anni sono elettrici, grazie alla combinazione di strutture dedicate e sistemi avanzati di assistenza alla guida.
Perché la sicurezza delle EV è “più” monitorata
Le auto elettriche integrano pacchi batteria con sistemi di gestione termica e di controllo molto sofisticati, proprio per ridurre il rischio di eventi come la fuga termica, che resta raro ma viene trattato come scenario critico da prevenire.
I grandi costruttori, Stellantis inclusa, hanno dovuto ampliare e specializzare i propri centri di prova per analizzare scenari di incidente specifici dei veicoli elettrici, dall’urto laterale alla protezione del fondo in caso di impatti con ostacoli.
Questo porta a un livello di controllo molto alto sulla sicurezza delle EV, che in molti casi raggiungono e superano i risultati delle termiche nei test di protezione di occupanti e utenti vulnerabili, pur richiedendo competenze e procedure dedicate per la gestione delle batterie.








